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Starbucks Milano: 3 idee da prendere al volo

Avevo grandi curiosità per l’apertura di Starbucks a Milano.    In questo post troverete la mia analisi. 3  punti, idee da prendere al volo. Starbucks Milano, con   format Roastery Reserve è una bella “case history” per il Retail.

Milano capitale del “food”?

Con l’apertura di Starbucks Reserve Roastery, format presente a Seattle e Shanghai, Milano conferma il luogo di destinazione per il “food”. Qui si sperimenta,  si creano modelli, anche esportabili.  Nascono idee, catene e contaminazioni, ogni giorno. Milano è una meta immancabile per chi si occupa di visual merchandising, design e marketing nel settore. Ad  ci sarà la prima Wine Week, dal 7 al 14, una settimana perfetta per fare un “visual tour”.

Starbucks Milano: la location

Nel cuore di Piazza Cordusio, a pochi passi dal Duomo e vicino al Castello Sforzesco,  nell’ex Palazzo delle Poste,  ha aperto la Starbucks  Reserve Roastery. La superficie è imponente:  2300 mq. dedicati al caffè e  sopratutto luogo di esperienze immersive.  Tutto nel concept,  dai materiali,  alle lavorazioni,  ai dettagli curatissimi rimanda al “Made in Italy”. Nel percorso sono inseriti elementi costruiti vicino a Milano o direttamente in store, come la tostatrice Scolari o il forno a legna, nella bakery Princi. Con Princi, il “fornaio di Milano”, Starbucks collabora dal 2016. I prodotti sono inseriti  nelle Roastery di Shanghai e Seattle e nel Reserve Store dentro la Sede di Starbucks.  Starbucks valorizza anche l’esterno, con una terrazza ispirata all’atmosfera delle caffetterie europee. Interessante la comunicazione  “large format”: gli edifici circostanti sono stati “wrappati” rivestiti, con  informazione sui paesi produttori di caffè. Il logo, la sirena di Starbucks è rappresentato in una statua di marmo di Carrara, realizzato dallo scultore Giovanni Balderi.

Le 3 lezioni, principali di Starbucks Milano

Questa attesa apertura offre molti spunti, condivido con voi gli elementi che mi hanno colpito di più:

  1. Education e intrattenimento
  2. Analisi del contesto e genius loci
  3. Valori e legame con la comunità

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Design week 2016. Book & Story

A Milano, nella Design Week 2016  ci sono storie ed incontri da raccontare. L’evento di cui vi raccontiamo in questo post , ha un concept il colore rosso ed un pay off : “….E’ tempo di sognare” , “…is time to dream”.  http://www.rossocardinalelibri.it/libri-per-bambini_audiolibri-per-bambini/?id=News_Eventi.  Un quartiere bellissimo , Brera , protagonista della Design Week 2016.  In via Palermo, tra mille stimoli e cose da vedere , sono entrata in una temporary location , attirata dal colore rosso.  Ho incontrato libri e storie , una casa editrice , http://www.rossocardinale.it  e una storia persona straordinaria, una fata :  Emanuela La Morgia Montagni, il suo nickname è Nonna Amore. Mi ha raccontato i suoi libri per bambini, i suoi audio libri e giochi , il suo bellissimo progetto.

il colore rosse e le fate

temporary location per rosso cardinale. www.rossocardinalelibri.it

Il colore rosso

Rosso è un colore primario , è il colore che il nostro occhio riconosce per primo. Rosso è il colore dei vulcani e del fuoco, è l’energia passionale che viene alla luce. Scalda e brucia, ma trasforma. Simbolo di amore, la rosa rossa e di aggressività. Sicuramente il rosso spinge ad agire, così sono entrata  nel mondo di Emanuela e della casa editrice Rosso Cardinale. Ho incontrato fate e fiabe. una collana editoriale curata in ogni dettaglio la carta Fedrigoni  http://www.fedrigonicartiere.com, le storie , le filastrocche raccontate con cura del dettaglio:  font, illustrazioni, testo , carta e rilegatura. Sono le filastrocche , piene di saggezza di Nonna Amore, Bianca luna, Le  fate non dormono mai , la magia  del Natale , la Magia va tra le stelle , tà tarabà rabatà. Sono libri che gli adulti leggono per stare assieme con bimbi e bimbe, un audio libro natalizio, e un gioco di carte memory dell’Azienda Dal Negro , http://www.dalnegro.com tratto dalle storie di Topus in Fabula.

Il libro “ta taràba rabatà” ha un testo di doppia lettura , sulla pagine di destra un classico testo stampato , mentre a sinistra il testo in braille a rilievo così da essere una fiaba per tutti.  Mi ha colpito come il mondo delle filastrocche diventa fonte di saggezza e crescita , non solo memoria , ma strumento di gioco e apprendimento.  Un’idea semplice, ma forte e profonda una storia che volevo raccontare nella mia esperienza della “design week 2016″ a Milano.

L’arte dei BIJOU

Una mostra, “L’ARTE DEL BIJOU ITALIANO” a Palazzo Reale, Milano  ci permette di parlare su come esporre i bijou. Sono accessori, che completano il look  e raccontano la nostra personalità.   Sono spesso oggetti d‘arte e di design,  segnano i cambiamenti del gusto e dei tempi. Un  visual merchandiser sa che gli accessori aiutano a completare un out-fit , brillano in vetrina, vestono un manichino e creano desideri. Sono accessori strategici . Se non siete specialisti del settore, per favore non eccedete . Gli accessori e i bijou valorizzano un capo di abbigliamento una vestizione , ma non devono prevalere, mai.

Visual merchandising per il bijou 

Siete un negozio, che vende bijou o gioielli? Ecco allora le leve strategiche da usare per presentare al meglio e vendere i vostri prodotti:

  1. strutture espositive
  2. luce
  3. colori e materiali
  4. presentazione per gruppi

Le strutture espositive per i bijou e i gioielli,  che sono articoli   freddi  http://www.milanretailstore.com/visual-merchandising-per-la-casa/ , come quelle utilizzate nella foto sono fanno la differenza.

Collana Versace

Versace Collana Conchiglie e stelle marine metallo dorato, strass Mostra “L’ Arte del bijou italiano”

                             

 

Valorizzano il prodotto e lo portano verso gli occhi del cliente. Presentarli in piano non è efficace risultano piatti e poco leggibili. Insomma animateli, sospendeteli, usate la forza della trimidensionalità. Usate la luce, come i gioielli , i bijou brillano quindi vanno illuminati. Per renderli più preziosi potete concentrare sul prodotto la luce e lasciare zone di ombra. Come in un teatro un uso sapiente della luce porta l’occhio del cliente leggere i dettagli. E un pò di buio fa sognare. E i gioielli ed i bijou sono accessori, ornamenti:  li acquistiamo per noi, per regalarli . Appartengono alla sfera dei desideri dei sogni, non dei bisogni. Fate un ragionamento sui colori delle pietre, sui materiali, sui mettali e i materiali. Evitiamo la confusione.  Ragionate sugli stili , sulle diverse lavorazioni e cercate di allestire a gruppi, così da fare una proposta totale per il cliente: anelli, orecchini  e collana nello stesso stile.  Oppure una logica di raggruppamento per funzione : anelli assieme sempre creando piccoli gruppi per stile o materiale . Ci sono magari pezzi importanti  per prezzo , per novità, design che invece vanno presentati da soli. Il visual merchandising chiama  questa tecnica di allestimento  “isolamento“: una collana importante presentata da sola, per focalizzare l’attenzione del cliente e creare un desiderio.  Ricordate sempre che la percezione visiva dice che noi vediamo a gruppi, quindi raggruppate i prodotti  dello stesso designer o che soddisfano lo stesso  bisogno/  desiderio :  tutte le fedi nuziali assieme in una stessa teca, struttura espositiva , ma sempre per logica di prezzo, target, cliente e lavorazione.

Una mostra per ispirarvi

A Palazzo Reale , www.palazzoreale.it , in occasione dela settimana milanese della Moda Donna,dal 19  febbraio al 2 marzo 2016 , è stata allestita nelle splendide Sale degli Arazzi la mostra  “L’ARTE DEL BIJOU ITALIANO”, che ripercorre la storia degli accessori più glamour dagli anni ’50 ai 2000. Arte, moda e design si fondono nel percorso di questa mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale, Fiera Milano e HOMI, il Salone degli Stili di Vita di Fiera Milano,  http://www.homimilano.com/.

Il percorso della mostra, curata da Alba Cappellieri e Lino Raggio.,  si snoda attraverso bijoux d’autore dagli anni Cinquanta al Duemila, ripercorrendo la storia di questo prezioso accessorio attraverso 300 pezzi unici firmati da stilisti e designer di fama internazionale. Un viaggio nel tempo che porta i visitatori alla scoperta delle creazioni realizzate per grandi stilisti come Giorgio Armani, Ugo Correani, Gianfranco Ferrè, Franco Moschino, Luciano Soprani, Valentino, Gianni Versace. Una fonte di idee, storie ed ispirazioni per i visual merchandiser.

Foto credit Fiera Milano 

 

 

Milano e il visual merchandising

Milano è una grande fonte per il visual merchandising e il retail. Milano è  una vetrina ed una città dalla grande visibilità internazionale . Qui  si sperimentano idee , nuovi format e concept . I brand globali aprono a Milano flag-shipstore  e organizzano eventi , legati a momenti come le settimane del design o il Salone del Mobile. Milano è il luogo di ispirazione per i visual merchandiser . Milano si nutre e vive di fashion, food e design,  ma non solo. A Milano trionfa la bellezza . Un category killer come Sephora ha occupato location strategiche www.sephora.it ed è presente fino dall’arrivo a Stazione Centrale . A Milano il beauty qui l’Oreal ha aperto, a dicembre,  dopo Parigi il suo mono-marca dedicato al make up. Un luogo dove poter presentare in un concept dedicato tutti prodotti make up e trattamento, che di solito vivono separati nei normali canali distributivi.

lorealmakeupdesignerparis

Milano è anche cultura fuori dal”  main stream” con rassegne cinematografiche tematiche , editoria indipendente, musica e nonostante per chi vive in città questo non è evidente , attenzione  all’eco-sostenibilità e alla mobilità sostenibile. Milano ha ancora molti negozi storici e indipendenti, dalle  profumerie selettive a negozi di tessuti per la casa  particolari. Milano è contaminazione dove mondi diversi si incontrano e i trend si esplorano.Qui potete vedere vetrine che raccontano il meglio del “made in Italy” , raccontano storie a partire dal prodotto, vetrine “digitali” e edifici vetrina , qui “store” e retail design parlano di sostenibilità di “green”. Come la vetrina di Maliparmi, marchio italiano di ricerca che ha aperto un secondo spazio a Milano e con cui abbiamo aperto questo blog.